Crea sito

La famiglia Rasman vuole che si sappia…

No Comments

… quello che è successo, quello che è stato fatto a Riccardo. Conoscere i fatti e come si sono svolti è l’unico modo per far emergere la verità. Solo sulla base della verità, di tutta la verità, può essere fatta giustizia.

(contatti: [email protected])


Ricostruzione dei fatti

No Comments

Questa ricostruzione dei fatti è stata fatta dalla famiglia di Riccardo. E’ la premessa di un grosso dossier in cui ci sono le deposizioni firmate dei poliziotti, dei vigili del fuoco, dei vicini di casa.  Ci sono inoltre altri documenti: alcune foto che chiarivano completamente lo scenario in cui la tragica vicenda si è svolta: le case, le finestre, i piani, i terrazzini; accompagnate da opportune annotazioni. E altri documenti ancora.Questo dossier è stato depositato in tribunale il 14 gennaio 2009, prima del processo con rito abbreviato. Il giorno dell’udienza il giudice ci ha restituito il dossier assieme a due perizie (di tre perizie consegnate ne ha trattenuta una). Nel consegnarci questi documenti il giudice Enzo Truncellito ci disse.di non sapere chi li avesse consegnati. Evidentemente non voleva tenere conto della ricostruzione dei fatti. La ricostruzione dei fatti e altri testi che seguiranno si basano sulle citate deposizioni firmate.

L’Ispettore Rabbaioli…l’avvocato Fabia Bossi…la minaccia (o condanna?) di morte sulla porta di Riccardo

Commenti disabilitati

Lo scrivente Ispettor C. Rabbaioli Giorgio, pagina 141:

dichiara di aver contattato alle ore 17 “Billy”, pagina 143. Lo stesso veniva identificato per De Stefani Claudio. Questi riferiva che il suocero, Balzano Renato, deceduto circa 12 anni fa, se ben ricorda, per motivi legati all’accesso di una sua proprietà, era venuto a diverbio con gli appartenenti alla famiglia Rasman, proprietari del terreno su cui gravava la servitù di passaggio. Domanda: da dove l’Ispettor C. Rabbaioli Giorgio ha preso queste informazioni? Subito dopo aver contattato gli inquilini di quello stabile?

Così la famiglia Rasman dichiara: Balzano Renato si appoggiò all’avvocato Fabia Bossi contro la famiglia Rasman per aver il passaggio sulla proprietà dei Rasman, pur avendo altre strade di accesso al suo terreno. Perchè Balzano Renato e Remigio Bossi, padre di Fabia Bossi, sono confinanti al terreno della famiglia Rasman. Dichiariamo che all’udienza del giugno 2000, dinanzi al giudice Annamaria Fanelli, Fabia Bossi, al nostro avvocato Sancin, i familiari di Riccardo dissero alla Fanelli che avevano un figlio ammalato e di tener conto di questo. La Bossi disse: “Allora lo portiamo via”. La giudice Fanelli chiese:

“Dove lo vuoi portare?”

A un’udienza del giudice di pace nel 2000, l’avvocato Nardi Giuseppe, che sosteneva la causa Fabia Bossi, disse: “Ci sono molte persone come i Rasman rinchiuse in Coroneo; sono gente da macero.”

Come già depositato negli atti del 5 ottobre del 2007 dalla famiglia Rasman, si può notare il ritrovamento di un biglietto di sentenza di morte indirizzato a Riccardo. Fatta la perizia calligrafica e fatta la perizia penna, risulta essere dalla stessa mano di Fabia Bossi.

Come sapeva Fabia Bossi che Riccardo si troverà in quella posizione, morto? Come è stato scritto, così è stato fatto.

Dobbiamo rendere noto che Riccardo da circa un anno e mezzo prima della morte a volte ci confidava le sue paure, particolarmente con la mamma, fino a pochi giorni dalla tragedia. Pensavamo che dipendesse dal suo problema, ma avevamo capito che si trattava anche di vera e propria minaccia dopo aver trovato il biglietto al monolocale in via Grego, in un cassetto.

Esattamente un mese dopo il tragico decesso, la mamma di Riccardo riceve una querela dalla Fabia Bossi.

Incredibile rapidità. Tutto casuale?

No Comments

Verso le 19.30 Riccardo saluta i suoi genitori in campagna, Puglie di Domio, incontra i vicini della campagna, marito e moglie, di cognome Camerata, e si ferma a salutarli. Erano nelle rispettive macchine, Riccardo davanti, i genitori dietro. Si separarono al bivio. I genitori andarono a casa, e Riccardo, come disse ai genitori, sarebbe andato in via Grego. Poi verso le 21.00 sarebbe andato dagli amici a Borgo San Sergio a cena, per festeggiare perchè il lunedì avrebbe iniziato un lavoro trovato dall’amico, poi sarebbe tornato a casa, dai genitori. Le ultime parole che disse a sua madre: “Ci vediamo fra qualche ora”. Riccardo, arrivato in via Grego, lasciò la macchina dietro al palazzo, in alto, nel parcheggio, sotto la lampada, sotto le sue finestre. Lì abbiamo trovato la macchina parcheggiata il giorno dopo. Erano circa le 19.45; lo possiamo affermare con certezza avendolo verificato facendo lo stesso percorso. Siamo saliti al IV piano con l’ascensore, e siamo arrivati nell’atrio dell’appartamento al IV piano verso le 19.48. Il signor Franco Polanz ha l’abitudine di portare il cane fuori, come riferito dai vicini, verso le 19.30; sempre lui, mai la figlia Romina. Così detto da Patrizia, la padrona del bar di fronte al condominio; verificato in seguito se era vero.

Verso le 19.45 Polanz Franco probabilmente vede Riccardo arrivare. Forse si sono incontrati nel portone, o lo ha visto in macchina. Certo è che alle 19.45, come dichiara Polanz Franco, si trovava in casa assieme alla moglie Annamaria Rinaldi, mentre la figlia Romina era in strada col cane. Pollanz  Franco dichiara che non era ancora uscito di casa che la moglie già chiamava al telefono il pronto intervento al 113. Alle 19.45 Riccardo non era ancora arrivato in casa.  Chiediamo di verificare chi ha chiamato la polizia;  e con chi ha parlato. Forse a Ragazzi Paolo? O con chi altri? Perchè testimoni dicono che verso le 20.10 c’era già una macchina della polizia, e Polanz Franco parlava vicino alla volante, e lì si trovava anche altra gente. Polanz Franco aveva una torcia in mano e stava davanti al portone e non lasciava entrare o uscire nessuno.

Primo: risulta, come dice la Steiner e la Antonella Gagliani, che verso le ore 20.00 c’è stato il primo botto. Non si può escludere che i petardi siano stati lanciati da qualcuno della famiglia Polanz. Dal nono piano, da una posizione molto più alta dell’alloggio di Rasman al quarto piano, come riferito dalla Hudorovich Marina nella dichiarazione a Di Lullo, in cui dichiara di aver visto una luce, come di un petardo, dall’alto verso il basso; subito dopo le ore 20. ti. Secondo. La Polanz Annamaria infatti chiama il 113 alle ore 20.09 da casa sua, subito dopo i due petardi, e dopo scende al IV piano, a casa di Roberto Cavallaro, dove trova anche sua figlia Romina, la Steiner e la Antonella Gagliani. E attendono l’arrivo della polizia. La madre di Roberto, vedendo che Riccardo si stava preparando per uscire, chiama Polanz Franco in portone, che stava aspettando la polizia, per fargli accelerare l’intervento. Roberto Cavallaro si vede arrivare alla sua porta l’agente Miss con l’agente Gatti; Miss va al terrazzino per parlare con Riccardo per fargli aprire la porta. Quando rientra Miss dice che si è offeso perchè Riccardo non vuole aprire, e quindi avrebbe chiamato i vigili del fuoco e rinforzi. Questo alle 20.25. Alle 20.35 arrivano altri due agenti: Miraz e De Biasi, che salgono al IV piano, in attesa dei vigili. Secondo la registrazione telefonica, alle 20.38.08 Miss chiama la centrale chiedendo di verificare il cognome del tipo, che non vuole aprire” Almeno quello scritto sul campanello, e informati, o presso Domio o stanza 39, per sapere se è seguito. Sul campanello risulta Razman (con la zeta)”. Da questo si deduce:

Primo: sapevano che Riccardo era seguito dal centro di salute mentale; Secondo: cercavano di vedere se era Rasman, per non sbagliare persona. Questo confermato dalla successiva chiamata, 20.38.44 da Miraz dicendo: “Dovrebbe essere uno s’ciavo, però potrebbe essere un cognome abbastanza diffuso, quindi NON E’ DETTO CHE SIA LUI .••. Magari fai l’anagrafico PER VEDERE SE E’ LUI. Alle 20.43.06 centrale 113 risponde: “OK, dovrebbe essere Rasman Riccardo”. E Miraz risponde: “Rasman Giuliano?”

Domanda: Che cosa voleva dire con questa frase? “Anche se volevi nasconderti con cognome alterato pensavi che non ti trovassimo?” Dopo di questo hanno dato ordine ai vigili di sfondare la porta.  Quando arrivano i vigili del fuoco, quattro, in portone trovano altri due agenti in attesa per indicare la persona segnalata, che era alterata. Saliti i vigili del fuoco al IV piano, come sostiene il vigile del fuoco Sadoch Giovanni, trovarono gli altri agenti nel pianerottolo: tre uomini ed una donna, che ordinarono di sfondare la porta. Questi agenti avevano già il manganello in mano, per lo meno uno di loro. Entrati, vi lasciamo immaginare come, hanno ammanettato Riccardo, lo tenevano fermo sul letto, e hanno chiesto ai vigili del fuoco di aiutarli a legargli le caviglie col fil di ferro, dopo averlo steso a pancia a terra. Sadoch continua dicendo: “Tornando al momento in cui l’uomo è stato ammanettato, devo dire che poco dopo sono arrivati altri agenti, i quali ci hanno detto che potevamo andare via, e così abbiamo fatto”. Riccardo era ancora vivo, anche se, immobilizzato in quelle tremende condizioni e con la testa insanguinata.   Dopo dieci minuti sono stati richiamati. Risaliti, da quanto si comprende, questi due altri agenti non c’erano più. Chi erano? Sospettiamo che fossero Ragazzi Paolo e Costa Giampiero. Costa Giampiero è maestro di Karate, come lui stesso riferisce negli atti. Maestro istruttore in diverse scuole.  Da come Franco Polanz dichiara, lui ha raccolto i petardi a terra, scoppiati, e consegnati agli agenti.

Domanda: come mai questi petardi non sono negli atti come corpo di reato? Abbiamo trovato sul tavolo tre petardi e chiediamo di analizzare le impronte per scoprire chi li ha messi là.

Domanda: negli atti non compare nemmeno il referto medico di Romina Polanz per lesioni all’orecchio. Da quanto constatato dalle dichiarazioni di Romina Polanz, abbiamo notato che era molto attenta a precisa nello svolgimento degli avvenimenti; significa che stava bene. Si ricordava per filo e per segno come si sono svolti i fatti, però dopo l’arrivo dei poliziotti.

Domanda: la notte del 28 ottobre del 2006, alle 2.30 di notte, vari agenti della polizia sono andati a casa della famiglia Rasman per comunicare il decesso di Riccardo.  V.Sov. Ronchi Andrea ci ha riferito che Riccardo aveva ferito a sangue una ragazza, e per questo loro hanno agito. C’erano sei agenti intervenuti. Ritornando ai fatti, domanda: Alle ore 20.10 Ragazzi Paolo dice di essere stato contattato dal 113 per un ferimento a una ragazza.

Domanda: come faceva a sapere Ragazzi Paolo del ferimento se la Polanz, chiamando il 113 alle ore 20.09 non ne fa menzione? Una spiegazione ci sarebbe:   Ragazzi Paolo alle ore 20.10 si trovava già sotto casa in via Grego, e parlava con Franco Polanz, come risulta dal testimone. Così hanno appianato ogni cosa. Ragazzi Paolo a pagina 30, nella sua annotazione, dice che aprirono la porta di ingresso per accertare lo stato psicofisico dell’uomo. Quindi è evidente che erano a conoscenza che avevano a che fare con una persona psichicamente malata, e sapevano anche che era “seguito” dal CSM del Domio.

Domanda: perchè non hanno chiesto l’intervento degli operatori del centro di salute mentale che, notoriamente, sono impegnati a dare servizio 24/24 per sette giorni (v. Allegato).

Domanda: negli atti non è depositato il mandato per entrare nell’appartamento del Rasman; e poi, si entra con i manganelli per aiutare una persona psichicamente malata? Ragazzi Paolo a pagina 31 della sua dichiarazione, parla di sospetta intossicazione medicamenti.

Domanda: quale qualifica medica possiede Ragazzi?  Alle ore 21.06 nella sua annotazione Ragazzi dichiara di essere salito nell’appartamento di Rasman con Costa Gianpiero; dalla registrazione questo risulta. Ma Alle ore 21.14 Ragazzi dice: “Sto arrivando, sono sullo svincolo di via Forti con via Grego”; e ride! “ha ha ha ha”.

Domanda: cosa significa questa risata? Dico di essere in un posto e invece so solo io dove sono?” Ma non era già salito alle ore 21.06?  Questa contraddizione deve essere esaminata e chiarita.

L’autista di Ragazzi Paolo, Costa Gianpiero, a pagina 1173 della sua dichiarazione, precisa lui stesso che, per assumere tale incarico, essendo il regolamento di polizia, occorre essere in possesso di una qualifica non inferiore della cintura marrone di determinate discipline marziali, “Ed io sono 2 di dan Ju jitsu, oltre che cintura marrone di kick boxing.

Va sottolineato che Franco Polanz lavora nell’ufficio-portierato dello stabile, che è un’attività della Cooperativa Basaglia. Collabora col dr Marsilli, responsabile del CSM Domio. Conosce tutti gli inquilini dello stabile che sono seguiti dal CSM Domio. Difatti, lo stesso Polanz Franco, al telegiornale regionale del TG3 sabato 28 ottobre 2006, dice che Riccardo “Prendeva i farmaci, si vede che ha bevuto, ha fatto un cocktail ed è morto.  Successivamente Franco Polanz ci ha riferito, alla famiglia incontrata per strada, che lui ha visto Riccardo tre volte in tutto. Allora gli abbiamo chiesto: come sapeva che Riccardo prendeva i farmaci e beveva. Non ci ha dato risposta.

Pollanz Franco

No Comments

Pollanz Franco pagina 36 Davanti P.M. Stagno:

Pollanz Franco dichiara che alle ore 19:45 circa si trovava all’interno della sua abitazione al piano 9 unitamente a sua moglie Annamaria, mentre sua figlia Romina si trovava in strada.

»Improvvisamente udiamo una forte esplosione, scendevo in strada per verificare l’accaduto, e preciso che nel frangente prima di uscire mia moglie chiama il 113. Una volta che raggiungevo il parcheggio antistante il palazzo, aiutandomi con una torcia, illuminavo il terrazzo del Rasman senza notare alcunche’. Sentivo i lamenti degli inquilini«. Domanda: Non doveva sentire anche le lamentele  di sua figlia Romina peri l petardo che l’aveva sfiorata? Ma sembra che lei non ci fosse, infatti non la menziona neanche. Avrebbe dovuto menzionarla Franco Pollanz se il vicino di casa Roberto Cavallaro disse che erano tutti e due li’ in zona con il cane ….

Da chiarire anche il fatto degli alberi sotto stanti alle finestre di Riccardo. Furono tagliati dopo un mese dalla sua morte. L’A. T .E.R. diede risposta scritta al nostro avvocato dichiarando che gli alberi erano stati abbattuti perche’ davano fastidio ad un inquilino. Gli alberi arrivavano fino all’altezza del quarto piano, sotto il terrazzino di Riccardo. La larghezza del terreno sottostante e piu’ di otto metri.

I rami degli alberi arrivavano al quarto piano come si puo’ notare dalla registrazione del telegiornale regionale. Infatti se Riccardo avesse gettato i petardi, le fronde degli alberi avrebbero in qualche modo frenato la caduta dei petardi.

Chi chiese all’ A.T.E.R di eliminare gli alberi? Pollanz Franco (come capo casa) oppure qualche altro inquilino?

Pollanz Franco, che  assieme ad altre persone gestisce il portierato come dipendente della Cooperativa Basaglia, la mattina seguente, 28 ottobre, fa rapporto di quanto accaduto al Csm del Domio. Evidentemente a modo suo, perchè nella cartella clinica  la descrizione che ne risulta è falsa e calunniosa.

Pollanz Romina

No Comments

Pollanz Romina (verbale pagina 35):

»Verso le 19:45 circa mi trovavo a passeggiare con il cane quando improvvisamente intravedevo un oggetto che cadeva poco distante da me, approssimativamente un metro e scoppiava subito dopo. Solo un mio rapido riflesso … schivavo il petardo …. molto spaventata alzavo la testa verso l’edificio non vedendo nessuno e subito risalivo, raccontando quanto accaduto a mia madre, Rinaldi Annamaria … Nel mentre UDIVO un forte vociare proveniente dagli inquilini del quarto plano«.

Domanda:

  • Salendo non ha incontrato il padre che disse di essere sceso da casa sua (9 piano) alle 19:45 dopo aver sentito un botto per vedere cosa era successo e la moglie aver chiamato la polizia (davanti al P.M. Stagno).
  • La madre, Rinaldi Annamaria, quando chiamo’ il 113 perche’ non menziono’ lo spavento ed il ferimento della figlia? Nella registrazione telefonica non risulta (pag. Il 7).
  • Romina non vide nessuno quando guardo’ in alto verso l’edificio.

Infatti alzando la testa si potevano vedere le chiome rigogliose degli alberi che arrivavano fino al quarto piano.

  • Romina Pollanz udiva moooolto bene se dal suo nono piano sentiva i lamenti degli inquilini del quarto piano. Dal nono al quarto piano ci sono cinque piani, in ogni piano ci sono due porte di ferro che dividono i pianerottoli degli appartamenti.
  • Ma la madre Annamaria Rinaldi non si trovava a casa di Roberto Cavallaro e dissero che avevano visto Romina di sotto? (dichiarazione di pagina 153)
  • Annamaria Rinaldi dichiaro’ alla trasmissione »Chi l’ha visto?« che il marito Franco Pollanz la chiamo’ e le disse di chiamare il 113 e lei gli rispose : «perche’ non la chiamate voi gia’ che siete giu’?« Perche’ la chiamo’ dicendole di chiamare il 113 se nella dichiarazione (vedi pagina 36) lui dice che la moglie aveva chiamato la polizia mentre lui stava uscendo dall’ appartamento?
  • Davanti al P.M. Stagno (da pagina 60 a pagina 64): Romina Pollanz racconta nei particolari dopo come si sono svolti i fatti,

guardando ed ascoltando il tutto con molto interesse. Ma non era ferita? Non e’ per questo che i poliziotti hanno agito?!! Ci sono altri motivi?

Cavallaro Roberto

No Comments

Cavallaro Roberto (verbale di dichiarazione – avv.Di Lullo)

Dichiara di aver sentito un botto all’esterno verso le ore 19:00 e che usci’ sul terrazzo con la madre, sul balcone. Come ha fatto ad uscire cosi’ presto con la madre che e’ sulla sedia a rotelle e vedere persino

che la madre rientrava nell’appartamento e poi che il Rasman accendeva un petardo e lo lanciava?

Invece nel verbale del 04.11.2006 (pagina 152) dichiara che alle 19:30 la vicina Steiner Daniela gli ha citofonato e chiesto di poter chiedere al Rasman attraverso alla finestra di abbassare il volume della radio con altri particolari.

Verificare: Quando Daniela e’ andata via e subito dopo ho sentito un botto.

Domanda: Perche’ due dichiarazioni diverse???

A pagina 153 Roberto Cavallaro dichiara che dopo il botto gli ha citofonato la vicina Daniela (la e 2a riga) e venne a casa sua con la figlia Antonella Gagliani, c’era pure la madre di Roberto, Diana Martinelli, successivamente venne anche Annamaria Rinaldi in Pollanz. Antonella e Roberto si sono affacciati al balcone e di sotto c’era Romina Pollanz. Disse che avevano visto il Rasman accendere due petardi contemporaneamente, uno sfioro’ Romina Pollanz (dice Roberto).

Domanda:

  • Come mai Roberto dichiara all’avv. Di Lullo (pag.3 – ultima riga) »Dopo che Riccardo era gia’ morto Romina Pollanz quando venne a casa mia comunico’ che il petardo le era scoppiato vicino.Io non vidi tale scena. A me Romina non disse di aver subito lesioni e nessuno mi comunico’ un tanto«.
  • Quando Romina sali’ a casa di Roberto dopo che lui la vide giu’, perche’ non menziono’ dello scoppio del petardo? Una cosa cosi’ grave se fosse successa veramente, di sicuro sarebbe stata come prima cosa menzionata. Non menziono’ nulla al riguardo perche’ il fatto non successe, il motivo fu’ un’altro. La Romina non disse nulla ed era intenta ad andare sul balcone in casa di Roberto.
  • Nella sua dichiarazione (pagina 153) dice:«Gli abbiamo detto piu’ volte di smetterla. Dopo ci siamo stufati ed Annamaria Pollanz, che si trovava nel mio soggiorno ha chiamato la polizia. Dopo dieci minuti e’ arrivata. lo li stavo aspettando al portone. Li ho accompagnati in casa da me … poi al poliziotto con gli occhiali mostrai da dove avevo visto cosa aveva fatto Riccardo.

Che cosa aveva fatto Riccardo? (Lo conoscevano anche per nome)

  • Nella dichiarazione all’avv. Di Lullo (pagina 2) Roberto Cavallaro dichiara:«Ricordo vagamente che oltre alla famiglia dei nomadi (Hudorevich Marcello) sotto casa c’era Franco Pollanz e la figlia Romina con il cane. Specifico, prima c’era Romina con il cane, poi e’ arrivato il sig. Franco Pollanz … con una torcia che illuminava il balcone del Rasman …. Poi in casa mia arrivarono Daniela Steiner e Rinaldi (Pollanz) Annamaria …. Romina in seguito venne a casa mia e ci affacciammo al balcone – io, mia madre, Annamaria, Daniela e Romina. Non ricordo se Daniela o Annamaria, che sarebbe stata chiamata la polizia. Dopo fu chiamata la polizia. Vidi entrare in casa mia un poliziotto con gli occhiali che era stato chiamato da casa mia, penso con il cellulare, non so da chi«. (Dopo quanti minuti vide il primo poliziotto?).
  • Anche qui contraddizioni: perche? Poi lui asserisce che era in casa quando arrivo’ alla porta Mis. Certo lui non poteva sapere che Annamaria Rinaldi aveva gia’ chiamato la polizia da casa sua alle ore 20:09, infatti era stato il marito a dirglielo. La Rinaldi dichiaro’ a »Chi l’ha visto?« che il marito l’aveva chiamata dicendole di chiamare la polizia ma lei gli aveva risposto di chiamarla lui (voi) giacche’ erano giu’ al portone. Con chi era Pollanz al portone? Con Ragazzi Paolo? Cosi’ lei, quando chiamera’ la polizia, questa volta chiama semplicemente il marito che si trova giu’ al portone per sapere se era arrivata la polizia. Ed e’ Franco Pollanz che li sta aspettando al portone, all’entrata dello stabile e indica loro dove salire (non si puo’ concludere altrimenti secondo quanto raccontato).
  • Cosi’ subito dopo Roberto Cavallaro si vede entrare a casa sua il poliziotto Mis (cosi’ disse all’avv.Di Lullo pagina 2). Infatti lui non e’ stato giu’ all’entrata del portone.

In seguito Roberto Cavallaro dichiara che l’agente Miss si sente offeso dalla risposta del Rasman, che non voleva aprire la porta, e da tale risposta decise di chiamare rinforzi per fare irruzione nell’appartamento.

Cavallaro Roberto dichiara anche che erano presenti i vigili del fuoco quando aprirono la porta, e che la polizia aveva i manganelli in mano, non ricorda se tutti, ma ricorda che l’agente Miss aveva il manganello in mano. Aggiunge alla sua dichiarazione, nel verbale a pagina 152-153, “Subito dopo ho sentito un botto. Mi trovavo in soggiorno, in piedi, nei pressi della finestra. Mi sono girato di scatto verso la finestra, e ho visto una piccola nuvola di fumo. Domanda: questo petardo era il primo petardo scoppiato verso le ore 20, come sostiene la signora Steiner.

Ma se è scoppiato verso le sue finestre, non è scoppiato in strada, vicino a Romina Polanz; se era una piccola nuvola] non erano delle bombe, come disse la mamma di Romina, Annamaria Polanz al 113, quando chiamò alle ore 20:09. Se era la piccola nuvola davanti alla finestra di Roberto. era anche la piccola nuvola davanti alle finestre di Riccardo Rasman.:  anche lui avrà sussultato al botto, e sarà andato sul terrazzino a vedere cosa stava succedendo, e lì Roberto l’avrà visto. Se il petardo veniva dall’ alto, come sostiene la signora Hudorovich Marina nella dichiarazione a Di Lullo, in cui dichiara di aver visto una luce. come di un petardo, dall’alto verso il basso; pensa che si trattasse del secondo petardo. A pagina 5 dichiara che vide la Romina Pollanz dopo aver aperto le finestre al pianoterra del suo appartamento. La vide sul balcone di Roberto Cavallaro al IV piano, e dichiara: “Sono sicura di questo”.

Da questa dichiarazione si deduce che i petardi non sono scoppiati in strada, ma all’altezza del IV piano. Se il primo petardo è scoppiato davanti alle finestre del IV piano, come mai Romina Polanz si trovava lì? Da quanto afferma la Hudorovich Marina, dopo aver sentito il primo botto, ha aperto le finestre e ha visto un lampo di luce guardando verso l’alto, e ha visto anche la Romina al terrazzino del IV piano; quindi era il secondo petardo, lanciato subito dopo il primo; in quel momento Romina si trova già al IV piano; come ha fatto ad essere colpita da un petardo in strada? E come mai si trovava su quel terrazzino?

Gli alberi, che arrivavano all’altezza del IV° piano, sono stati segati all’altezza del suolo. Un’operazione molto strana. L’avvocato Di Lullo ne ha chiesto spiegazione all’ Ater. Risposta: gli alberi davano fastidio a una persona! L’appartamento era sotto sequestro fino alla fine di dicembre. Gli alberi sono stati tagliati prima che finisse il sequestro; con quale autorizzazione? Con il taglio di quegli alberi sono scomparse le evidenze di una diversa descrizione dei fatti, e le relative prove. Davanti alle finestre di Roberto Cavallaro e di Riccardo Rasman si sarebbero potute dimostrare le bruciature dei due petardi sulle foglie sempreverdi.

Martinelli Diana, madre di Cavallaro Roberto

No Comments

Martinelli Diana, madre di Roberto Cavallaro.

Davanti all’ispettore Petruzzi Gianpiero dichiara che alle 19.15 la Steiner e la figlia venne a casa sua dopo aver sentito un botto, e aggiunge che hanno visto gettare il secondo petardo e che Riccardo era nudo.

Domanda: come poteva vedere questo la Diana Martinelli se lei in quel periodo era sulla sedia a rotelle, come da lei dichiarato? Diana prosegue dicendo che Riccardo era con qualcuno in casa; era vero, per la precisione si trovava con il cane.

Afferma anche che Riccardo teneva il volume dello stereo altissimo fino all’arrivo della polizia.

Precisazione: Riccardo non aveva alcun stereo, ma una semplicissima radiolina tascabile a batteria (v. foto).

La signora Diana afferma ancora che quando arrivarono i poliziotti e i vigili, il Rasman si vestiva di tutto punto, “Tanto che pensavo che Rasman stesse per uscire, e chiamavo il Polanz, che si trovava in portone, avvertendolo di sollecitare gli agenti all’intervento, perchè temevo che fuggisse.”

La stessa signora Martinelli Diana disse all’avvocato Di Lullo: “La polizia non è stata chiamata da casa mia, ma da Annamaria Polanz, moglie del custode, o dai suoi familiari, o da Steiner Daniela”. Sostiene pure che Romina, Antonella, Daniela, Annamaria Polanz, “Sono andate tutte sul mio terrazzo (si tratta sempre dello stesso appartamento e terrazzino del Cavallaro).

Dalla affermazione della Martinelli si comprende che il Polanz avesse con se il cellulare, avendolo chiamato in portone del numero 38.

Dopo che Riccardo era morto, lei stessa dichiara che un poliziotto entrò in casa sua e si accasciò su una sedia e disse: “Non ci saranno più problemi”. O – ­continua la Martinelli – forse disse “Non avrete più problemi”. Gli chiesi se Rasman era morto. Mi fece un cenno di assenso con la testa. E ci siamo messi a piangere” .

Constatazione: prima ha timore che Riccardo scappi, e poi si mette a piangere?

Steiner Annaluisa

No Comments

Steiner Annaluisa, verbale pagina 158.

Dice che alle ore 19.30 preparava la cena. Ad un tratto ho sentito una confusione generale. “Rasman ha la TV o la radio, come al solito, alta. Lui seguiva la musica slovena • Era già successo altre volte, Rasman teneva musica ad altissimo volume, anche di notte. Ho suonato il campanello •••. Si sono fatte circa le 20.00. Ero in cucinino quando ho sentito il botto ••••. A pagina 159 la Anna Luisa Steiner menziona lo svolgimento, ma non dice che la Polanz Annamaria era presente; la Cavallaro Diana le disse che la Polanz Annamaria aveva chiamato la polizia.

La Annamaria le disse che sapeva già tutto, e che sarebbe scesa anche lei.

Domanda: la Annamaria Polanz” come faceva a sapere già  tutto” appena scoppiato il petardo?

Asserzione: poteva saperlo se alle 19.45 suo marito” Polanz Franco” aveva già chiamato la polizia” come lui ha dichiarato” e Quindi lei stessa poteva aver lanciato i petardi.

Domanda: se la Steiner Anna Luisa dice che Riccardo aveva sempre il volume alto” e che seguiva musica slovena” lei stessa fa capire che a lei personalmente le dava fastidio? Che Rasman” come al solito” aveva sempre radio o TV a volume alto” anche Questo le dava fastidio? Vedere allegato luce, gas: quanto Rasman ha consumato nel 2006.

Si può notare dai suoi consumi che praticamente non era mai lì.

Lei dice che Riccardo buttava mozziconi di sigaretta a terra, e che da quando lui era lì non c’era mai pace. 00000000000000000000000

Osservazione: i consumi dimostrano che ben poco era lì, e per abitudine Riccardo era persona pulitissima e civile, non usava buttare a terra assolutamente niente.

Conclusione: è evidente che Riccardo dava fastidio alla Steiner Anna Luisa e alla figlia. Lo hanno sempre trattato male al punto di perseguitarlo con frasi offensive: “Proprio tu dovevi venire ad abitare qua?” Riccardo, per buon vicinato, aveva scritto una lettera alla Steiner, come da lei stessa dichiarato all’intervista di “Chi l’ha visto?”. E ogni tanto le portava in dono verdure dall’orto di famiglia. Se in un anno Riccardo ha dormito lì cinque volte è tanto. Non sapeva restare solo, viveva in famiglia. Voleva solo avere un posticino suo; gli è costato la vita.

Domanda: quanto disturbo ha recato questo ragazzo?

Gagliani Antonella

No Comments

Gagliani Antonella: verbale pagina 33.

Dichiara che verso le ore 20.00 circa “Udivo musica ad alto volume provenire dall’appartamento attiguo. Era una situazione molto frequente, con musica altissima a qualsiasi ora del giorno e della notte. Più volte, come oggi, cercavo di contattarlo bussando e suonando il campanello, ma non mi veniva mai aperto”.

Osservazione: non essendoci non poteva venire ad aprire .• nè a rispondere.

Continua: “Mia madre qualche giorno fa aveva anche inserito un biglietto sotto la porta ••. ” A pagina 34 Antonella Gagliani dichiara, verso la fine: “Fin dal momento dell’arrivo di questa persona nell’appartamento, circa due anni fa, avevamo sempre avuto problemi, non ultimo lo scorso inverno, dopo un episodio di rottura del vetro retinato, molto grosso, del portone d’ingresso. Avevamo potuto notare tracce di sangue fino al IV piano. Alcuni giorni dopo il Rasman aveva il braccio fasciato. Di ciò è stata fatta denuncia al portierato e successivamente all’ Ater.”

Domanda: era da tempo che Rasman dava fastidio: era capitata un’ occasione per costringerlo ad andare via?

La famiglia Rasman dichiara: Riccardo disse che avevano dato a lui la colpa per la rottura del vetro del portone, ma non era vero. Riccardo era sempre a casa dei suoi genitori e non aveva alcuna fascia tura alla mano. Ci sarebbe stato un referto medico. E la famiglia chiede di specificare quale mano era fasciata, per provvedere ad un accertamento per smentire queste calunnie. Esumando la salma questi accertamenti possono essere fatti.

Older Entries